Gatti e loro linguaggio “chimico”: l’origine è nell’intestino

Il linguaggio animale va ben oltre il miagolio e l’abbaiare. E’ composto da invisibili ed impercettibili scambi d’informazione che connettono tra loro molte specie diverse del Regno Animale (cani, gatti, topi, lupi, scimpanzè, etc.) consentendogli di convivere dignitosamente benchè ferinamente.

Tutto ciò che sfugge alla nostra evoluta comprensione visiva ed uditiva, passa sotto il nome di “chemio-comunicazione” ed è decodificata dal senso dell’olfatto.

Per lunghe e remote vicissitudini, gli esseri umani hanno, come specie animale, perso completamente le comuni capacità olfattive ed hanno archiviato questo efficiente canale di comuncazione pre-verbale, intra- ed inter-specifico.

Ma gli animali, cui spesso riconosciamo capacità arcane, al limite del paranormale, proseguono con la produzione e la ricezione di segnali chimico-olfattivi.

E’ così che ci sorprendono con capacità che abbiamo dismesso e poi dimenticato.

Lo studio condotto da Mei S. Yamaguchi rende noto come i gatti secernino particolari composti chimici che li mettano in comunicazione col mondo di pari che li circonda.

L’intestino dei gatti ha un ruolo centrale nella comunicazione

L’intestino delle specie carnivore ha un colon piuttosto corto in proporzione alle dimensioni corporee e termina con il retto e con una sacca anale dotata di ghiandole esocrine perianali che producono sostanze lubrificanti per l’espulsione indolore delle feci.

Le secrezioni anali possono inoltre fungere da segnali olfattivi, sia in ambito difensivo, sia nel riconoscimento specie-specifico, sia ancora nella disponibilità all’accoppiamento.

la sacca anale è, dunque, un importante organo di produzione di odoranti per tutti i mammiferi dell’ordine dei carnivori.

I gatti comunicano mediante segnali olfattivi prodotti da batteri intestinali.

L’ipotesi della fermentazione

Yamaguchi e colleghi, in questo lavoro di ricerca, hanno vagliato l’ipotesi secondo la quale alcuni microrganismi simbionti nell’apparato enterico di gatti bengalesi (Felis catus × Prionailurus bengalensis) siano responsabili della modulazione di odori e messaggi corrispondenti.

Simbionti sono batteri che colonizzano un determinato organismo apportandogli un certo vantaggio.

Secondo questa ipotesi microbiologica, dunque, i segnali chimici varierebbero proprio in risposta a variazione della popolazione microbica intestinale dei gatti.

L’indagine non lascia spazio a dubbi: sono i batteri a produrre i composti odoranti nelle secrezioni anali dei gatti

Le secrezioni anali raccolte sono state divise in due cospicue campionature. Una parte di queste ha subìto analisi colturale per estrarre poi il DNA (amplificazione dell’rRNA 16S) dei ceppi cresciuti e identificarli.

Una seconda quantità di liquido anale, è servito invece per le analisi dei composti odorosi volatili (VOC), mediante tecniche cromatografiche.

Incrociando, i dati delle due strade analitiche, i ceppi batterici individuati sono stati: Bacteroides fragilis, Tessaracoccus e Finegoldia magna.

Con tecniche di gas-cromatografia e micro-estrazioni in fase solida e mediante spettrometria di massa, i ricercatori hanno individuato 67 composti presenti nelle colture cellulari di cui 52 presenti anche nelle secrezioni anali.

Questo ha inequivocabilmente correlato la presenza metabolicamente attiva dei ceppi batterici isolati con la produzione di composti odorosi identificati.

I composti chimici accertati sono: acido acetico, acido propanoico e butanoico. Sono questi i responsabili dei profili odorosi delle secrezioni.

La natura di tali componenti porta a supporre che si tratti di metaboliti secondari dei batteri del microbiota felino derivanti dalla digestione di sostanze disponibili in loco.

Gli antibiotici nei gatti distruggono il loro linguaggio chimico-olfattivo

La contro-prova, in ogni lavoro sperimentale che si rispetti, non puà mancare: la somministrazione di antibiotici ha immediatamente inibito la produzione di sostanze odoranti volatili, per diretta alterazione della composizioni microbica della flora intestinale dei gatti.

Non solo il nostro stato di salute risulta sempre più chiaramente in mano ai batteri che ospitiamo ma anche la chemio-comunicazione animale è direttamente correlata alla salute enterica dei nostri amati gatti.


Riferimenti bibliografici

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