Pelle pruriginosa con l’età. Non solo disidratazione.

I mammiferi hanno sviluppato riflessi neurofisiologici, come il tossire e il grattarsi per espellere patogeni invasori ed allontanare stimoli esterni nocivi. La pelle, in particolare, con l’età, avverte cronicamente prurito.

Ecco perchè.

Difese a barriera multipla

Il sistema nervoso e quello immunitario lavorano di concerto per rilevare potenziali patogeni e fornire risposte protettive all’ospite.

Evidenze emergenti hanno dimostrato estesi collegamenti crociati tra questi sistemi con superfici a barriera multipla, incluso l’intestino, il polmone e la pelle.

Invecchiare è un bel gratta…capo

Invecchiare può essere un vera grana. Oltre ai problemi di memoria e alla pardita della massa muscolare, molti soggetti anziani sviluppano ipersensibilità della pelle, che diventa pruriginosa al minimo tocco.

Qualche mese fa, uno studio su topi ha rivelato un inaspettato meccanismo per tale disordine: la perdita di cellule sensoriali pressorie nella pelle.

Benchè i risultati siano già stati replicati sugli esseri umani, tale studio condotto da Hongzhen Hu, presso la Washington University School of Medicine in St. Louis, Missouri, ha fatto emergere una nuova possibilità.

Potenziando la funzionalità di tali cellule sensoriali cutanee sarà possibile trattare il prurito cronico, sia nei giovani che negli anziani.

I pruriti sulla pelle non sono tutti uguali

Il prurito cronico è diverso dal prurito chimico, che si manifesta quando il sistema immunitario reagisce ad una sostanza esogena, come l’olio di foglie di quercia velenosa o la saliva iniettata con una puntura di zanzara.

Il prurito cronico -o meccanico-, invece, è sempre scatenato da una lieve pressione, come lo strofinio delle fibre di un maglione.

La condizione è fastidiosa e quando i soggetti graffiano -grattandosi- ripetutamente la propria fragile e disidratata pelle, possono generare problemi più gravi, incluso infezioni.

Il modello “topo” ci aiuta ancora una volta

Come gli esseri umani, anche i topi soffrono di una ipersensibilità al prurito in vecchiaia.

I ricercatori hanno utilizzato un sottile filo di nylon per applicare una precisa pressione ad una area di pelle depilata sul collo di giovani ed anziani roditori.

I giovani non rispondevano molto al tocco leggero, ma gli anziani si grattavano furiosamente sul punto sollecitato.

Analizzando i campioni cutanei di topi di entrambe le età, il team trovò che i topi più anziani possedevano molte meno cellule sensoriali pressorie di Merkel dei soggetti giovani.

Meno cellule di Merkel presentavano i topi, più i loro problemi di prurito -associato al tatto- aumentavano, in risposta al filo di nylon.

Nella pelle, i sensori per percepire il mondo

I recettori sensoriali nervosi sono formazioni distribuite in tutto il corpo con la funzione di ricevere i diversi stimoli esterni e interni all’organismo e di trasmetterli -trasducendoli in impulsi elettrici- attraverso le fibre nervose afferenti, fino al sistema nervoso centrale.

Fra i neuroreccettori sensoriali, gli esterocettori cutanei e i propriocettori -importanti dal punto di vista posturologico- sono recettori sensoriali sensibili a stimoli provenienti dall’esterno quali il tatto, la pressione cutanea e altre variazione strutturali.

Tali recettori sensoriali sono responsabili della propriocezione: la propriocezione rappresenta quindi “la coscienza di sè“.

Perdere il controllo sul proprio corpo significa, di conseguenza, perdere il controllo sui propri pensieri e sulle proprie emozioni. “Essere” e “funzionare” sono inscindibili.

Le cellule di Merkel in varie regioni della nostra pelle

Identificate per la prima volta da Friedrich Sigmund Merkel nel 1875, le cellule recettoriali formavano strutture complesse nello strato più profondo dell’epidermide (strato basale).

Sono distribuite in precise regioni dell’epidermide: palmo delle mani, polpastrelli, pianta dei piedi, palato, labbra.

Le cellule o dischi di Merkel (recettori SAI), sono esterocettori cutanei costituiti da grosse cellule a terminazione connessa con una fibra nervosa di grande diametro (tipo A beta), a lento adattamento e bassa soglia di attivazione.

Sono situati in corrispondenza delle creste neurali epidermiche, al di sotto dello strato basale, spesso raggruppati a costituire un recettore a cupola estremamente sensibile.

Organuli del tatto nella pelle.

Le cellule di Merkel svolgono un ruolo importante nel determinare le caratteristiche spaziali delle sensazioni tattili.

Essendo grosse, le cellule di Merkel sono sensori proporzionali cioè trasformano una pressione singola sulla cute in un numero all’incirca doppio di impulsi nervosi (potenziali d’azione) al secondo.

Poichè trasmettono gli impulsi tramite una singola fibra nervosa, solo l’eccitazione contemporanea di più cellule di Merkel adiacenti viene trasmessa come segnale al midollo spinale.

E ciò trasmette la sensazione tattile sulla curvaura, sul margine e sulla forma degli oggetti toccati.

Le funzioni fisiologiche dei dischi di Merkel

I dischi di Merkel sono stati coinvolti nella trasmissione di sensazioni tattili per secoli.

Tuttavia i precisi meccanismi cellulari e molecolari restavano inafferrabili a causa della mancanza di strumenti genetici selettivi.

Finchè, recentemente, uno studio interessante condotto da Jing Feng e Hongzhen Hu ha rivelato, utilizzando preparazioni dermo-nervose in vivo, l’accensione di fibre afferenti tronche in topi carenti di cellule di Merkel.

Quindi, nei topi più anziani, carenti di recettori cutanei di Merkel, risultavano più attive fibre nervose dirette dalla periferia del corpo verso il sistema nervoso centrale (cervello), che riportavano lo stimolo ricevuto sulla cute, direttamente al midollo spinale.

Dal midollo spinale raggiungevano la corteccia cerebrale, centro di elaborazione dati sensoriali, la quale poi emetteva il comando di eccessivo grattamento.

Campo recettivo sulla pelle.

In più, usando approcci optogenetici, i ricecatori hanno registrato una contemporanea selettiva attivazione delle poche cellule di Merkel possedute dagli esemplari anziani.

Questa attivazione era sufficiente ad evocare l’accensione afferente, responsabile del processo di trasmissione appena descritto.

La pelle risponde in base alle proprie competenze

Benchè il nostro senso del tatto sia essenziale per la comunicazione sociale e la consapevolezza spaziale, in condizioni patologiche, come l’invecchiamento e la disidratazione cutanea, colpendo leggermente o stuzzicando delicatamente la pelle si innesca la sensazione di prurito.

Tale fenomeno detto allochinesi è uno dei maggiori problemi di salute per coloro che soffrono di prurito cronico. Consiste nella comparsa del prurito in assenza di un reale stimolo scatenante.

Sorprendentemente, la deficienza di cellule di Merkel non risulta favorire prurito acuto indotto da iniezioni intradermiche di mediatori chimici classici del prurito, come clorochina e istamina.

Ciò suggerisce che le cellule di Merkel non siano coinvolte nel prurito cronico chimico.

Prossimi passi verso la soluzione

Il prurito cutaneo cronico ed il dolore che ne deriva sono condizioni debilitanti che concretamente riducono la qualità di vita di chi ne è affetto.

I trattamenti correnti contro il prurito e per il dolore associato mostrano una efficacia limitata ma severi effetti collaterali.

Cellule e strutture residenti nella pelle emergono come i maggiori responsabili sia nell’insorgenza che nel mantenimento del prurito cronico e del dolore.

Questi risultati identificano una nuovo potenziale obiettivo terapeutico nel trattamento del prurito cronico associato all’allochinesi.

 

Riferimenti Bibliografici

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